Sudafrica 2010: un evento globale

Ci siamo quasi. Quattro anni sono passati da quell’estate che ha visto svolgersi in Germania la competizione sportiva più attesa e partecipata del mondo. Alcune migliaia di chilometri più a sud, questa volta l’edizione dei Mondiali di Calcio si svolgerà in Sudafrica. Un mese, dall’11 giugno fino alla finale dell’11 luglio, che vedrà sfidarsi le nazionali di tutto il mondo in un grande evento sportivo dal sapore magico unico. I Mondiali rendono le persone sempre un po’ più unite, appassionano al calcio (o allo sport in generale) anche coloro che di solito non sono interessati, riescono a far respirare un’aria di unione, gioia, amicizia fra i popoli come accade in poche altre occasioni. L’orgoglio nazionale e la competizione, una volta tanto, trovano il loro unico sfogo lì, su quel rettangolo verde di gioco, dove 22 persone corrono dietro a un pallone sotto gli sguardi appassionati di milioni di persone, incitati dagli spalti, dalle case, dai bar, dalle piazze, da uffici e fabbriche e ogni luogo dove vengono trasmesse le partite. Chi gioisce e chi piange, come sempre. Ma, più che in qualunque altra occasione, il rispetto e la simpatia per l’avversario e per gli altri popoli sono messi al primo posto.
Tutto questo (e molto altro) sono i Mondiali di Calcio così come tutte le più grandi competizioni sportive. La festa dello sport, il potere di questo evento che attraversa e annulla tutti i confini e tutte le differenze ed è in grado di unire le persone. Un gioco comune, un linguaggio comune, parlato e condiviso allo stesso modo in tutto il mondo. Di solito, in quel mese, sembra davvero possibile che il mondo possa essere un posto migliore. Può sembrare solo retorica, può sembrare il solito bel discorso che si fa in queste occasioni, ma io penso che le emozioni che proviamo durante queste manifestazioni, il modo in cui riusciamo a guardare diversamente gli avversari e tutto sommato a sorridere così facilmente per la gioia di chi ci ha battuto, il modo in cui così facilmente mentre siamo per strada possiamo scambiare un saluto, un sorriso d’intesa, alcune parole con chi di solito a malapena degneremmo di uno sguardo, siano la prova che tutto sommato sarebbe davvero possibile un mondo migliore. Forse la vera riflessione dovrebbe essere “perché non può essere, perché non è sempre così?”.
Il Sudafrica è inoltre un Paese che ha un fortissimo richiamo su molti temi sociali di grande importanza.

Di recente il film di Clint Eastwood (al di là che non sia un film molto ben riuscito) “Invictus” ha ripercorso il momento storico di cambiamento sociale che questo Paese ha attraversato con l’elezione di Nelson Mandela a presidente, mostrando come si è riusciti ad andare oltre al rischio che i rancori (anche se giustificati) potessero sfociare in pericolose rivalse, compiendo un’unità nazionale anche grazie alla potenza dello sport (nello specifico l’edizione della Coppa del Mondo di rugby ospitata proprio dal Sudafrica, che ha poi vinto in finale contro la Nuova Zelanda) e alla sua capacità di unire le persone.

Quindi l’Africa, un continente che soffre di pesantissimi problemi sociali, spesso al centro della discussione politica internazionale. Problemi che vanno oltre l’Africa e che si estendono a tutto il Terzo Mondo. I Mondiali, che si svolgono in questo continente, certamente servono da potente riflettore per richiamare l’attenzione mediatica anche su questi temi e la forza di un simile evento sportivo è un’occasione importante per riportarli in mostra. Per suscitare l’attenzione di tutti. E per far sì che non finiscano troppo velocemente nel dimenticatoio.

Certo è un grande evento mediatico e l’immagine dell’Africa rischia di essere o troppo stereotipata oppure troppo emotivamente drammatizzata, ma questi si sà, sono i meccanismi inevitabili dei media. E’ però indubbio che al di là di alcune forzature (forse anche imprescindibili proprio per il modo in cui ormai siamo abituati a fruire l’informazione e i contenuti tele-visivi) ci sia un forte interesse su questi temi da parte di tutti, che sta dando il via a interessanti iniziative che non possono fare a meno che coinvolgere il web e tutti i suoi meccanismi partecipativi. Ad esempio Join1goal (-a breve un articolo dedicato-), che sta già catturando l’attenzione dell’intera rete.
E, sempre restando sul tema del web 2.0, l’industria mediatica si sta muovendo innescando molteplici eventi che chiamano gli utenti a prendervi parte e partecipare. C’è poi naturalmente l’immenso movimento in internet che “dal basso” già comincia a disseminare tutti i grandi (social) network di eventi, iniziative, discussioni e quant’altro attorno a questi Mondiali di Calcio.
Insomma, l’evento è grande e coinvolge il mondo intero e le persone, diventando il tema ripreso quasi in ogni ambito. Dalla pubblicità alle trasmissioni televisive, dalla discussione sul treno a quella nei network. Cercheremo di documentare un po’ di quelle che saranno le innumerevoli cose che succederanno fuori e dentro la rete e, come sempre, aspettiamo vostre segnalazioni, suggerimenti o commenti! ;)
Con questa introduzione inauguriamo quindi la nostra pagina dedicati ai Mondiali di Calcio Sudafrica 2010 e gli articoli che pubblicheremo su questi argomenti.
E… buon countdown a tutti! :)


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