Il pianto (e l'orgoglio) nordcoreano

Nemmeno finita la partita e in rete (YouTube in testa, naturalmente) già circolavano le prime immagini catturate dal televisore. Parlo della partita del Mondiale che si è svolta ieri sera, 15 giugno 2010, fra Brasile e Corea del Nord. Una partita attesa certamente per la discesa in campo di una delle formazioni favorite, ma, anche, curiosità per una nazionale, quella nordcoreana, che rappresenta un caso molto particolare.

La situazione politica del regime della Corea del Nord è nota e questa nazionale di calcio ha portato con sè in Sudafrica alcune tristi curiosità, come ad esempio l’inaccessibilità agli occhi della stampa. Riguardo la partita di ieri sera la cosa di sicuro più triste è sapere che il governo nordcoreano ha deciso che sarebbe stata trasmessa in differita solo sè il risultato sarebbe stato soddisfacente. Al riguardo i commentatori hanno ironizzato dicendo che probabilmente i nordcoreani non avrebbero mai visto questo partita. Non so cosa abbiano deciso le loro autorità, ma so che l’incontro disputato da questi giocatori è stata una grandissima prova di orgoglio. E’ cominciata con l’inno nazionale della Corea del Nord che ha visto il giocatore Jong Tae-Se scoppiare in lacrime, mentre alcune inquadrature mostravano la sparuta rappresentanza sulle tribune: un gruppo di una cinquantina di nordcoreani, vestiti tutti uguali, un puntino rosso in mezzo alla marea gialla del resto degli spalti a sostegno del Brasile.

Una bella partita dove la formazione brasiliana, decisamente sottotono, ha saputo spuntarla tirando fuori le armial momento giusto (ma solo a secondo tempo inoltrato) e mettere a segno due gol, quando sembrava quasi che i giocatori nordcoreani potessero riuscire nell’impresa di un pareggio. Ma una piccola impresa è riuscita lo stesso a questa squadra, ovvero segnare un gol che ha decretato il risultato finale di 2-1 e far esultare almeno quei pochi loro tifosi radunati sugli spalti, sovrastati dal resto della tifoseria (e dalle fantomatiche vuvuzelas). L’impresa più grande di questa formazione è che ha saputo mettersi in mostra di fronte a quella che è una delle favorite assolute del mondiale.

Che dire, ci restano le immagini del pianto di Jong Tae-Se che corrono per la rete, l’esultanza della squadra e dei tifosi per il gol della bandiera, ovunque le belle parole sulla prestazione di questa squadra che vanno a porre in ombra la prestazione del Brasile… e, personalmente, la speranza che il governo nordcoreano abbia deciso di mostrare questa partita (così come si è svolta, senza rimaneggiamenti) al suo popolo, che avrebbe solo di che esserne fiero.

Chissà… di certo però queste, per il resto del mondo, resteranno fra le immagini simbolo di questi Mondiali di Sudafrica 2010. Insieme alle prossime che verranno ;)

fyborg

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