Gallerie d'Italia, nuovo polo museale per Milano

08/11/2011 micheladR No Comments

Ebbene sì, una delle più attese inaugurazioni del 2011 si è rivelata il successo che ci si aspettava. La prima serata d’apertura, il 3 novembre 2011, ha portato numerosissimi aspiranti visitatori a mettersi in coda per gustare le meraviglie del patrimonio artistico di Fondazione Cariplo e Intesa San Paolo.

Ne è valsa la pena, perchè questo nuovo polo museale nel cuore di quella che era la capitale morale d’Italia, e che, in questi ultimi anni, sta cercando di reinventare se stessa, è davvero un esempio virtuoso di organizzazione e di sinergia di differenti soggetti, che han contribuito a rendere fruibile ai cittadini, così come ai turisti, una parte di Milano che finora si poteva conoscere solo sulle guide artistiche.

Nel momento in cui si accede al museo, dall’ingresso che è ora sito in Via Manzoni, 10, ciò che per primo colpisce il visitatore è la raffinatezza e la bellezza degli spazi espositivi, ricavati da palazzi settecenteschi e ottocenteschi. Si entra in Palazzo Antona Traversi, disegnato da Luigi Canonica nel 1829, si intravvede il cortile con l’opera di Arnaldo Pomodoro, che connette al retrostante Palazzo Anguissola. L’ultima parte del percorso termina ad oggi  nelle gallerie di Palazzo Brentani Greppi, ove si respira un’atmosfera tipicamente ottocentesca.  Il progetto dello spazio espositivo è di Michele De Lucchi,  mentre la curatela del percorso dal Neoclassicismo, attraverso l’Ottocento lombardo, per poi giungere e concludere (provvisoriamente) con Boccioni, è di Fernando Mazzocca.

Sono 197 le opere esposte, 135 delle quali appartengono alla collezione d’arte della Fondazione Cariplo e 62 a Intesa San Paolo, che in quest’occasione hanno creato una partnership durevole, volta alla creazione di un percorso completo e di ampio respiro.


Ma veniamo alle opere. Il percorso è davvero costellato di piccoli e grandi capolavori, che si rivelano in tutta la loro bellezza all’occhio che li interroga e sa apprezzarne il valore. Dai tredici bassorilievi del Canova, ispirati a Omero, Virgilio, Platone, si approda al Romanticismo, nelle opere di Francesco Hayez, all’epica di Gerolamo Induno e di Sebastiano de Albertis.

E’ la pittura di genere a far da protagonista in numerose sezioni del museo, dedicate alla veduta urbana, alla pittura prospettica, al paesaggio e alle scene di vita popolare, con le opere di Giuseppe Molteni, Giovanni Migliara, Luigi Bisi, Giuseppe Canella, Luigi Premazzi, Angelo Inganni. Si vedono l’interno del Duomo e i Navigli, quando ancora rendevano caratteristici alcuni angoli di Milano. Ma tanti sono i anche i movimenti rappresentati. C’è il Naturalismo, il Divisionismo, ci sono i macchiaioli e i pittori che dialogano con i centri più aggiornati, come Parigi. E c’è la straordinaria sezione del Simbolismo, con Morbelli, Carcano, Previati e Giulio Aristide Sartorio. Per poi interrogarsi sulle sperimentazioni di Umberto Boccioni, tra il divisionismo e il futurismo.

Il percorso si completerà entro la primavera del 2012 con altre opere della Collezione di Intesa San Paolo, che illustreranno il Novecento.

Emerge l’importanza di questa iniziativa, che fa conoscere la pittura dell’Ottocento lombardo ai milanesi, inserendola in un contesto di più ampio respiro, e che si promette di interagire con le altre realtà cittadine e regionali votate all’Ottocento, come la GAM di Via Palestro, 16, accanto alla quale Gallerie d’Italia diviene un secondo polo irrinunciabile per comprendere profondamente l’arte del XIX secolo.


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